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Siracusa greca
Il nome Siracusa deriva dal siculo Sùraka (abbondanza d'acqua), per la presenza di due fiumi (Anapo e Ciane), di un torrente (Mammajàbica) e degli acquitrini "Margi". La città di Siracusa fu fondata nel 734/733 a.C. da un gruppo di Corinzi, guidati da Archia, i quali, insediandosi nell'isola di Ortigia, cacciarano la popolazione indigena verso l'entroterra. Tracce della presenza autoctona sin dal IV millennio a.C. si trovano ancora nei villaggi preistorici di Stentinello, Ognina, Plemmirio, Matrensa, Cozzo Pantano e Thapsos.

Grazie alle immense risorse naturali e all'importante posizione strategica nel Mediterraneo la città cresce velocemente sia economicamente che politicamente. Successive lotte di classe favoriscono, nel 485 a.C., Gelone, già tiranno di Gela, facendolo diventare anche tiranno di Siracusa. Gelone consolida il suo potere trasferendo grandi masse di cittadini da Gela a Siracusa. Sorgono così al di fuori delle mura i quartieri di Tyche e Neapolis. Il tiranno avvia la costruzione del Teatro Greco, ad opera di Damocopos, che incentiva l'attività culturale siracusana mettendo in scena opere di Eschilo, Arione di Metimma, Cinto di Chio, Eumelo di Corinto e Saffo. Ulteriore gloria e ricchezza viene data alla città dalla grande vittoria a Himera nel 480 a.C. sui Cartaginesi. Per onorare questa vittoria viene eretto il tempio di Athena in Ortigia, l'odierna cattedrale, e coniata una famosa moneta detta Damarateion.

Dopo un'altra vittoria storica sugli Etruschi nel 474 a.C., il successore di Gelone, il fratello Ierone, favorisce un'ulteriore sviluppo economico, politico e culturale di Siracusa (i poeti Simonie, Bacchilide e Pindaro caratterizzano quest'epoca). La crescente importanza di Siracusa determina preoccupazioni in Atene e causa scontri nella città Aretusea. Lo storico conflitto tra Atene e Siracusa dal 416 al 413 a.C. termina con la rovinosa sconfitta dell'armata ateniese e con innumerevoli prigionieri che periscono all'interno delle latomie della città.

Sotto Dionisio I la città recupera le forze trasformando Ortigia in una fortezza; si costruisce un'ampia cinta muraria di 22 km con il suo punto di forza nel Castello Eurialo. L'armata di Dionisio I distrugge Naxos, Catania e Leontinoi, fonda nuove città (Adrano, Tauromenio e Tindari), conquista Rhegion (Reggio Calabria) e fonda le colonie di Ancona e Adria. Dionisio I viene ricordato anche per il suo interesse per le lettere, la filosofia e le arti. Sotto il suo regno Platone torna più volte a Siracusa.

Continue minacce dai Cartaginesi e dai Romani inducono Ierone II ad un accordo di pace cinquantenniale con gli ultimi. La città rifiorisce in questo periodo di prosperità: si ha un riordino legislativo (nuovo ordinamento tributario la "lex Hieronica") e importanti pianificazioni urbanistiche. Il Teatro Greco viene ampliato, un immenso altare sacrificale (l'Ara di Ierone) viene costruito, e grazie al genio di Archimede, vengono progettate e costruite diverse macchine belliche. Il rifiorire delle arti e delle lettere (Teocrito) fa diventare Siracusa una delle più importanti capitali del mondo antico e capitale della "Magna Grecia".

Il successore di Ierone II, il giovane Geronimo, rompe la pace con i Romani, il che determina l'assedio Romano nel 214 a.C. Inizia così un lungo declino.

Tiranni
Ierone I (478 a.C. - 467 a.C.)
Dionisio I (405 a.C.-367 a.C.)
Dionisio II (367 a.C.-357 a.C. e 347 a.C.-344 a.C.)
Dione (357 a.C.-347 a.C.)
Timoleonte (344 a.C.-337 a.C.)
Agatocle (316 a.C.-289 a.C.)
Ierone II (275 a.C.-215 a.C.)

Siracusa romana
Un arrogante malgoverno e le sistematiche spoliazioni del patrimonio artistico impoveriscono la città. Siracusa mantiene solo il titolo di capitale della provincia romana di Sicilia e sede del pretore. Arrivano San Paolo e San Marziano (primo vescovo di Siracusa) per operare del proselitismo e radicare la religione cristiana. La città diventa il primo avamposto cristiano d'occidente. Durante l'epoca delle persecuzioni cristiane, fino all'editto di Costantino nel 313 a.C., vengono costruite imponenti catacombe, seconde solo a quelle di Roma.

Nel 535 Siracusa entra a far parte dell'Impero d'Oriente, divenendo dal 663 al 668, residenza dell'Imperatore Costante II.

Siracusa araba
Nel 878 l'avanzata araba giunge a Siracusa determinando un atroce assedio che finisce nella caduta e razzia della città. Con gli Arabi la città si riduce alla sola Ortigia; cede a Palermo il ruolo di capoluogo politico-amminstrativo della regione, rimanendo solo capoluogo del Val di Noto. Probabilmente in questo periodo il Duomo viene convertito in moschea.

Siracusa medievale
Il generale bizantino Maniace riconquista nel 1038 la città e progetta la costruzione del Castello Maniace sulla punta di Ortigia. Segue la dominazione Normanna, poi Genovese e dopo, sotto Federico II, Sveva. Sotto Federico II viene avviato la costruzione del Castello Maniace e nascono i primi palazzi storici: Palazzo Vescovile e Palazzo Bellomo. Dopo la morte di Federico, segue un periodo di agitazioni e anarchia feudale, un continuo passaggio di poteri tra Angioini e Aragonesi. Sorgono diversi palazzi nobiliari: Abela, Chiaramente, Nava e Montalto. Anche il periodo successivo è caratterizzato da un continuo passaggio di dominazioni tra gli Spagnoli e gli Asburgo.

Siracusa barocca
Il terremoto del 1693 porta in tutta la Val di Noto (Siracusa, Noto, Avola, Ragusa e Modica) morte e distruzione e segna la storia urbana nella ricostruzione barocca. A Siracusa verranno ricostruiti molti palazzi nobiliari, la facciata del Duomo e verrà ridefinita la forma dell'antistante piazza, oltre al restauro di molte chiese.

Anche il 700 è segnato da guerre di successione e passaggi di poteri: Spagnoli, Savoia, Austriaci e Borbone di Napoli. La gestione feudale e antimoderna e la diffusione della colera nel 1837, affossano l'economia della città e provocano una rivolta antigovernativa: il capoluogo viene spostato a Noto. Le tensioni antiborboniche si acuiscono ed influenzano la partecipazione della città ai moti rivoluzionari del 1848. Solo nel 1865, dopo l'Unità d'Italia, Siracusa riacquista il ruolo di capoluogo. Segue una spinta urbanistica con forti interventi: vengono abbattute le mura, viene costruito il ponte che collega l'isola alla terraferma e viene realizzata la ferrovia. Nel 1872 nasce l'attuale Piazza Archimede da uno sventramento di Ortigia.

Nel 2005 la città di Siracusa e l'area delle vicine necropoli rupestri di Pantalica sono state iscritte nella World Heritage List dell'UNESCO. La motivazione è stata: "La stratificazione umana, culturale, architettonica ed artistica che caratterizza l'area di Siracusa dimostra come non ci siano esempi analoghi nella storia del Mediterraneo: dall'antichità greca al barocco, la città è un significativo esempio di un bene di eccezionale valore universale".