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Informazioni turistiche - Sulla terraferma siracusana

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L'Area Archeologica della Neapolis
Nato nel 1955 il parco della Neapolis raccoglie diverse monumenti dell'età greca come il Teatro Greco, l'Ara di Ierone II, l'Anfiteatro Romano e la tomba di Archimede.

Teatro Greco
E' uno dei più imponenti teatri dell'antichità ed il meglio conservato tra quelli europei. La cavea è stata completamente scavata nella pietra sfruttando la naturale pendenza del colle Temenite. Il Teatro fu costruito nel V sec. a.C. dall'architetto Damacopos. Qui scrissero e rappresentarono le loro opere i più grandi commediografi greci, Eschilo mise in scena per la prima volta alcune sue tragedie. Si suppone che in epoca romana il luogo fu utilizzato per giochi d'acqua e combattimento fra gladiatori, gli spagnoli invece impiantarono dei mulini ad acqua.
Alle spalle della cavea si trova un grande spiazzo su cui si apre, al centro, la cosiddetta Grotta del Ninfeo con vasca rettangolare ravvivata dalle acque di un acquedotto greco che corre per circa 35 km, nasce nella zona di Pantalica e tutt'oggi fornische l'80% di acqua a Siracusa. Sulla sinistra si apre la Via dei Sepolcri: nelle pareti che la fiancheggiano sono scavati ipogei di epoca bizantina e nicchie votive che servivano per depositare offerte. Nella magnifica cornice del Teatro Greco ogni anno nei mesi di maggio e giugno vengono messe in scena dall'Istituto Nazionale del Dramma Antica (INDA) le Rappresentazioni Classiche

Ara di Ierone II
E' un immenso altare, lungo circa 200 m, eretto nel III sec. a.C. dal tiranno Ierone II per i sacrifici pubblici. Di fronte si apriva una grande piazza rettangolare con al centro una piscina.

Anfiteatro Romano
L'Anfiteatro risale all'età imperiale (III-IV sec. d.C.), è di forma ellittica e fu parzialmente scavato nella roccia. Le spoliazioni spagnole del XVI secolo hanno completamente distrutto la parte in alzato. L'arena era cinta da un alto podio all'interno del quale vi era un corridoio per l'uscita dei gladiatori e delle belve.

Tomba di Archimede
All'estremità orientale della Latomia Intagliatella si estende la Necropoli Grotticelle. Tra le cavità se ne evidenzia una particolare, dall'entrata abbellita da colonne doriche e da un frontone a timpano: E' la cosiddetta Tomba di Archimede.

Le Latomie
Dal greco litos (pietra) e temnos (taglio), le latomie sono antiche cave da cui venivano ricavati i blocchi di pietra calcarea utilizzati per la costruzione di edifici pubblici e grandi dimore. Per estrarre la pietra si realizzavano delle fenditure nelle quali venivano inseriti cunei di legno, i quali, bagnati, aumentando di volume, spaccavano la pietra. Una volta terminato lo scavo questi ambienti venivano utilizzati come prigioni, cerimonie funerarie, rifugio e come aree coltivabili.
Complessivamente sono state individuate 12 latomie, ma alcune sono state "seppellite" dalle costruzioni. La più suggestiva è la Latomia del Paradiso che mostra un insieme di cave attorno alle quali è sorto un delizioso giardino. La cava più famosa di questa latomia è l'Orecchio di Dionisio: l'aspetto della grotta richiama un padiglione auricolare, sia nella sagoma dell'entrata che nel disegno serpeggiante dell'interno. Fu Caravaggio ad assegnarle questo nome, affascinato dalla leggenda secondo la quale Dionisio il Vecchio, grazie all'eco eccezionale, avrebbe potuto ascoltare, non visto, i suoi nemici prigionieri e scongiurarne tentativi di evasione.
Forse la più grandiosa e spettacolare, grazie alle alte pareti scoscese, è la Latomia dei Cappuccini. Tutte le latomie (Latomia Intagliatella, Latomia di S. Venera, Latomia del Casale) sono state cavate lungo una sorta di arco che corrisponde al profilo della terrazza calcarea che si eleva approssimativamente al confine dei due antichi quartieri di Neapolis e Tyche.

Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi
Nel parco di Villa Landolina, quasi nascosto, si trova il museo che rappresenta uno dei punti di riferimento per la conoscenza del periodo preistorico della Sicilia fino ai tempi delle colonie di Siracusa. Preistoria e protostoria: materiale fossile e minerali, schelettri e resti di animali, testimonianze umane, oggetti di bronzo. La colonizzazione greca: testimonianze delle colonie ioniche e doriche. L'ultima sezione tratta le subcolonie e i centri ellenizzati.

Museo del Papiro
Il museo espone la storia della pianta che, sulle rive del fiume Ciane, vicino a Siracusa, cresce rigogliosa e forma la più estesa colonia di Cyperus papyrus d'Europa.

Catacombe di San Giovanni
Al contrario delle catacombe romane, scavate in fragile tufo e quindi forzatamente anguste per scongiurare il pericolo dei crolli, quelle siracusane sono state scavate in uno strato di solida roccia calcarea che permise ampi spazi. Le Catacombe si S. Giovanni sono sorte intorno alla tomba di San Marciano, uno dei primi martiri, e risalgono al IV-V sec.

Cripta di San Marciano
Vicino alle Catacombe di San Giovanni si trova la Cripta di San Marciano circa 5 m sotto il livello del terreno, ove si suppone sia stato ucciso il martire. All'interno si trova un altare dove si dice abbia predicato l'apostolo Paolo al suo ritorno da Malta nel 60 d.C.

Basilica di San Giovanni Evangelista
La Basilica sorge sopra la cripta di San Marciano ed è diroccata e scoperchiata. Le origini della basilica sono legate alla cripta del martire, sopra la cui sepoltura si era soliti edificare un luogo di culto. Essa fu distrutta dagli Arabi e poi ripristinata dai Normanni. Il terremoto ha distrutto gran parte della chiesa e ne ha fatto crollare il tetto.

Basilica di Santa Lucia extra Moenia
La Basilica fu edificato nello stesso luogo dove si dice sia avvenuto il martirio della santa avvenuto nel 303. La sua forma attuale risale al XV-XVI sec., le parti più antiche sono il portale della facciata, le tre absidi semicircolari e i primi due ordini del campanile. Sotto la chiesa si trovano le Catacombe di S. Lucia. Sulla omonima piazza, un piccolo edificio ottagonale, opera di Vermexio, è il sepolcro destinato alla Santa, le cui reliquie, portate a Costantinopoli nel XI secolo dal generale bizantino Maniace, poi a Venezia, sono oggi conservate nel Duomo.

Santuario della Madonna delle Lacrime
Ben visibile per la sua struttura conica in cemento armato (80 m di diametro alla base per 74 m di altezza), è nato in seguito ad un evento prodigioso avvenuto nel 1953 (la lacrimazione di un quadro della Madonna). E' opera degli architetti francesi M. Andrault e P. Parat. All'interno la vertiginosa sensazione di altezza viene sottolineata e valorizzata dalle linee verticali e dalle strette finestre.

Piccolo Teatro Romano
Faceva parte dell'antica agorà di Acradina. In realtà si tratta di un edificio complesso formato da un quadriportico, un piccolo teatro di cui sono ancora visibili i gradini della cavea ed un tempietto marmoreo che costituiva la scena.

FUORI CITTÀ

Castello Eurialo
La strada che raggiunge la fortezza permette di rendersi conto dell'imponente aspetto difensivo che la città assunse sotto Dionisio il Vecchio. L'abile stratega oltre a fortificare Ortigia, cinge la città di mura inglobando così anche i due quartieri di Tyche e Neapolis, fino a quel momento extra-moenia. Le mura dionigiane sono lunghe 27 km e racchiudono la città a nord.

Tempio di Giove Olimpico
Il Tempio è stato costruito intorno al VI sec. a.C. e si trova in una posizione panoramica, leggermente sopraelevato.